martedì 20 ottobre 2026

Satantango di László Krasznahorkai

László Krasznahorkai è nato a Gyula in Ungheria il 5 gennaio 1954. Suo padre, György Krasznahorkai, era avvocato, mentre sua madre, Júlia Pálinkás, era un'impiegata in un ente di previdenza sociale. L’origine ebraica della famiglia gli è stata tenuta nascosta fino a quando non ha compiuto undici anni. Nel 1972 si è diplomato al liceo Erkel Ferenc, con specializzazione in latino classico. L’anno successivo ha iniziato gli studi di legge all’Università di Szeged e li ha poi proseguiti dal 1976 all’Università di Budapest, dove poi, dal 1978 al 1983 ha studiato lingua e letteratura ungherese conseguendo la laurea con una tesi sullo scrittore Sándor Márai.  Grazie a una borsa di studio Krasznahorkai ha lasciato l’Ungheria nel 1987 per Berlino Ovest. Dopo la caduta del blocco orientale, ha vissuto in isolamento in diverse parti del mondo. I viaggi in Mongolia e Cina, a Kyoto e a New York, dove era ospite del poeta Allen Ginsberg, hanno influenzato stile e temi delle sue opere. E’ stato sposato con Anikó Pelyhe dal 1990 fino al divorzio e nel 1997 ha sposato Dóra Kopcsányi da cui ha avuto tre figli. Vive in isolamento sulle colline di Szentlászló, ma trascorre periodi anche in Germania e a Trieste.

Il romanzo d’esordio di Krasznahorkai, Sátántangó (1985), è ambientato in un villaggio ungherese in rovina ed è noto per la sua struttura frammentaria e le frasi lunghissime, che creano un senso di tempo sospeso e claustrofobia. La narrazione esplora il collasso morale e sociale, con personaggi intrappolati in una routine alienante, e la critica lo considera un classico della letteratura postmoderna europea. Quattro anni dopo, nel 1989, pubblica Melanconia della resistenza, ambientato in una cittadina in crisi. Il romanzo combina satira sociale, elementi grotteschi e atmosfera apocalittica, esplorando temi come potere, paura e alienazione. War and War (1999) è il primo, tra i suoi romanzi, a essere tradotto in numerose lingue; presenta una narrazione ossessiva e avvolgente che segue il protagonista nella sua ricerca di pubblicare un manoscritto in un mondo caotico e ostile, un percorso spesso letto come metafora della tensione tra arte e distruzione. Nello stesso anno pubblica Destruction and Sorrow Beneath the Heavens, ispirato ai suoi viaggi in Mongolia e Cina, in cui la prosa lunga e circolare restituisce una sensazione di epicità e catastrofe inevitabile. Negli anni successivi Krasznahorkai continua a sviluppare la sua visione letteraria pubblicando nel 2008 la raccolta di racconti Seiobo There Below.

Oltre a numeosi altri premi, nel 2025 gli viene assegnato il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: «per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell'arte.»

Trama

Il comunismo è ormai al tramonto e nella fangosa campagna ungherese quel che resta di una comunità di individui abbrutiti vive una vita senza speranza in una cooperativa agricola ormai in sfacelo. Tutti vogliono andarsene e sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della loro fattoria collettiva. Quando all'improvviso si diffonde la notizia che il carismatico Irimiás, sparito due anni prima e dato ormai da tutti per morto, è stato visto sulla strada che porta al villaggio e sta per tornare pare un miracolo. E' l'inizio dell'attesa, dell'avvento incombente di qualcosa che li può liberare ma che avrà pesanti conseguenze sulle loro vite disperate. Si troveranno infatti a far fronte non solo alle astuzie di Irimiás, ma anche ai conflitti che li dividono. Questo capolavoro dark, primo libro di Krasznahorkai pubblicato nel 1985 in Ungheria, è ormai considerato un vero e proprio classico contemporaneo.

Liberamente tratto dal web


mercoledì 1 luglio 2026

Il mare senza stelle di Erin Morgenstern

Erin Morgenstern è nata l’8 luglio 1978 a Marshfield nel Massachusetts, dove ha trascorso l’infanzia. Ha studiato teatro e arte allo Smith College di Northampton laureandosi nel 2000.

Ha iniziato a scrivere saltuariamente da ragazzina, ma solo anni dopo la laurea ha deciso di scrivere un romanzo. Non ha studiato scrittura o fatto corsi specifici, afferma di non scrivere regolarmente tutti i giorni, di amare gli avverbi e di fare brutte cose con le virgole.

Oltre a scrivere si dedica anche alla pittura, in particolare con colori acrilici. Attualmente vive nei boschi del Massachusetts con il suo secondo marito, sposato nel 2014, e i suoi gatti.

Il romanzo d'esordio di Morgenstern, Il circo della notte, è stato pubblicato nel settembre 2011, dopo essere stato rifiutato da trenta agenti letterari. Ha ottenuto un enorme successo, la Summit Entertainment ha stipulato un contratto per i diritti cinematografici ed è stato realizzato un audiolibro, mentre l'editore britannico dell'opera ha dato incarico di creare un gioco interattivo per accompagnare il libro. Il 5 novembre 2019 è stato pubblicato il suo secondo libro, Il mare senza stelle.

Trama

Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più.

Liberamente tratto dal web


mercoledì 1 aprile 2026

L'ottava vita di Nino Haratischwili

Nino Haratischwili è nata a Tbilisi nel 1983 e attualmente vive in modo molto riservato ad Amburgo con la sua famiglia. Ha iniziato a imparare il tedesco da giovane, durante la scuola. In quegli anni frequentava un gruppo teatrale dove molti insegnanti erano di madrelingua tedesca e fu incoraggiata a scrivere una opera teatrale in tedesco. Per sfuggire al caos che seguì il crollo dell’Unione Sovietica, all’inizio degli anni ‘90 si è trasferita per due anni con sua madre in Germania, dove ha frequentato le classi settima e ottava. Tornata in Georgia con la sua famiglia ha studiato regia alla State School for Film and Theatre di Tbilisi, dove dal 1998 al 2003 ha diretto la compagnia bilingue georgiano-tedesco Fliedertheater. Dal 2003 al 2007 ha studiato all'Accademia teatrale di Amburgo. Ha diretto numerose rappresentazioni teatrali e nel 2010 ha esordito nella narrativa con il romanzo Juja.  Nel 2011 ha pubblicato Il mio dolce gemello e nel 2014 (2020 in Italia) L'ottava vita (per Brilka), che ha vinto numerosi premi. Nel nel 2018 (2024 in Italia) ha pubblicato La gatta e il generale, nel 2022 La luce che manca e alla fine del 2025 Cuori di leone. Scrive in tedesco, lingua nella quale afferma di sentirsi a casa.

Trama

Alla fine del secolo scorso in Georgia, come nelle altre repubbliche sovietiche, si levano voci che invocano l’indipendenza. In un periodo di grandi disordini, che per il piccolo stato culmina nel caos assoluto, quattro ragazze crescono in uno dei tanti cortili del quartiere più vivace di Tbilisi. Le loro famiglie appartengono a ceti diversi, ma niente sembra scalfire la loro amicizia: né il primo amore tenuto segreto, né gli scontri sanguinosi per le strade o la guerra al confine, né la corruzione e la violenza che divorano il paese, e neppure il razionamento del cibo o la continua mancanza di corrente. Qeto, Dina, Nene e Ira sono sulla soglia della vita, all’inizio di un legame che da loro pretenderà tantissimo. Sono e resteranno inseparabili, fino a quando un tradimento non le avvolgerà in un’ombra cupa. Vent’anni dopo, ormai adulte, in tre si ritrovano a Bruxelles in occasione della retrospettiva fotografica di una di loro. Immagine dopo immagine, in quel mondo in bianco e nero le tre sopravvissute ripercorrono un tempo che non c’è più, una storia privata che è anche la storia della rivoluzione seguita al crollo dell’Unione Sovietica.

Liberamente tratto dal web


martedì 27 gennaio 2026

Um di Helen Phillips

Helen Phillips è nata in Colorado nel 1981. All’età di 11 anni ha perso tutti i capelli per una forma di alopecia. Si è laureata nel 2004 all’Università di Yale e ha ottenuto un Master in Arte al Brooklyn College nel 2007. Vive a Brooklyn con suo marito, l’artista Adam Douglas Thompson e i loro figli.  Insegna scrittura creativa al Brooklyn College.

Ha debuttato come scrittrice nel 2011 con la raccolta di racconti And Yet They Were Happy e nel 2013 ha pubblicato un romanzo di avventure per bambini Here Where the Sunbeams Are Green. Nel 2015 ha pubblicato il suo primo romanzo per adulti The Beautiful Bureaucrat, seguito nel 2019 da The Need e dl romanzo Hum nel 2024


Trama

Un ago si accosta placido, inesorabile, al viso di May. La donna ha accettato di sottoporsi a una procedura sperimentale per alterare le sue fattezze; dopo aver perso il lavoro, quei soldi torneranno utili. A lei, al marito Jem, costretto a barcamenarsi tra mille impieghi, ai figli Lu e Sy. A eseguire l’operazione è un um, uno degli innumerevoli robot intelligenti che, in una società sconvolta dal cambiamento climatico e sempre più informatizzata, stanno soppiantando gli umani. È stato facile cedere a quell’opportunità di guadagno, così come è facile cedere all’incessante pubblicità e al desiderio nostalgico delle foreste della sua infanzia: May acquista per tutta la famiglia una vacanza di tre giorni al Giardino botanico, un costoso rifugio verde nel cuore della città, dove auspica per tutti un po’ di disconnessione per riconnettersi, invece, a una natura che appare sempre più estranea. E riavvicinarsi gli uni agli altri. La sua insistenza affinché tutti si separino dai loro dispositivi digitali avrà però conseguenze impreviste, e il Giardino non si rivelerà il balsamo che May sognava. Messa di fronte al pericolo, dovrà combattere per i suoi cari.

liberamente tratto dal web 

venerdì 26 dicembre 2025

L’ora di greco di Han Kan

 

Han Kang è nata a Gwangju in Corea del Sud il 27 novembre 1970. Suo padre Han Seung-won e i suoi due fratelli sono scrittori. All’età di nove anni si è trasferita con la famiglia a Seoul, quando il padre ha lasciato l’insegnamento per diventare scrittore a tempo pieno. In quello stesso periodo le manifestazioni contro la dittatura di Chun Doo-hwan del movimento pro democrazia Gwangju Uprising furono represse dai militari, che massacrarono studenti e civili. Han Kang seppe del massacro a dodici anni, quando trovò in casa le foto fatte da un giornalista tedesco. Questa scoperta ha profondamente influenzato la sua visione dell’umanità e le sue opere letterarie.

La vita in famiglia non era tranquilla a causa dei problemi economici del padre, ma la scrittrice ha detto che essere circondata da libri le dava conforto. Nel 1988 si è diplomata al liceo femminile Poongmoon e nel 1993 si è laureata alla Yonsei University in lingua e letteratura coreana. Lo stesso anno pubblica una serie di cinque poesie nella rivista coreana Letteratura e società. L'anno successivo esce il suo primo romanzo, Cervo nero. Nel 2007 Han ha pubblicato il libro A Song to Sing Calmly accompagnato da un album musicale con canzoni cantate da lei stessa e ha iniziato a insegnare scrittura creativa al Seoul Institute of the Arts, dove ha lavorato fino al 2018.

Nel 2016 esce, ispirato dalle poesie del coreano Yi Sang, La vegetariana, primo libro in lingua coreana a vincere l’International Booker Prize e nel 2017 vince il Premio Malaparte per il libro Atti umani. Il terzo romanzo è Il libro bianco del 2019, dedicato alla sorella morta poche ore dopo la nascita. Nel 2019 ha consegnato un suo manoscritto inedito intitolato Dear Son, My Beloved alla Biblioteca del futuro, che lo pubblicherà nel 2114. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo We Do Not Part e nel 2023 L’ora di greco.

Il 10 ottobre 2024 è stata insignita del Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: "per la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilità della vita umana", divenendo la prima rappresentante del suo Paese a vincere un Nobel in questa categoria.

Trama

In una Seoul rovente e febbrile, una donna vestita di nero cerca di recuperare la parola che ha perso in seguito a una serie di traumi. Le era già successo una prima volta, da adolescente, e allora era stato l’insolito suono di una parola francese a scardinare il silenzio. Ora, di fronte al riaffiorare di quel mutismo, si aggrappa alla radicale estraneità del greco di Platone nella speranza di riappropriarsi della sua voce. Nell’aula semideserta di un’accademia privata, il suo silenzio incontra lo sguardo velato dell’insegnante di greco, che sta perdendo la vista e che, emigrato in Germania da ragazzo e tornato a Seoul da qualche anno, sembra occupare uno spazio liminale fra le due lingue. Tra di loro nasce un’intimità intessuta di penombra e di perdita, grazie alla quale la donna riuscirà forse a ritornare in contatto con il mondo.

Liberamente tratto dal web