mercoledì 1 luglio 2026

Il mare senza stelle di Erin Morgenstern

Erin Morgenstern è nata l’8 luglio 1978 a Marshfield nel Massachusetts, dove ha trascorso l’infanzia. Ha studiato teatro e arte allo Smith College di Northampton laureandosi nel 2000.

Ha iniziato a scrivere saltuariamente da ragazzina, ma solo anni dopo la laurea ha deciso di scrivere un romanzo. Non ha studiato scrittura o fatto corsi specifici, afferma di non scrivere regolarmente tutti i giorni, di amare gli avverbi e di fare brutte cose con le virgole.

Oltre a scrivere si dedica anche alla pittura, in particolare con colori acrilici. Attualmente vive nei boschi del Massachusetts con il suo secondo marito, sposato nel 2014, e i suoi gatti.

Il romanzo d'esordio di Morgenstern, Il circo della notte, è stato pubblicato nel settembre 2011, dopo essere stato rifiutato da trenta agenti letterari. Ha ottenuto un enorme successo, la Summit Entertainment ha stipulato un contratto per i diritti cinematografici ed è stato realizzato un audiolibro, mentre l'editore britannico dell'opera ha dato incarico di creare un gioco interattivo per accompagnare il libro. Il 5 novembre 2019 è stato pubblicato il suo secondo libro, Il mare senza stelle.

Trama

Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più.

Liberamente tratto dal web


mercoledì 1 aprile 2026

L'ottava vita di Nino Haratischwili

Nino Haratischwili è nata a Tbilisi nel 1983 e attualmente vive in modo molto riservato ad Amburgo con la sua famiglia. Ha iniziato a imparare il tedesco da giovane, durante la scuola. In quegli anni frequentava un gruppo teatrale dove molti insegnanti erano di madrelingua tedesca e fu incoraggiata a scrivere una opera teatrale in tedesco. Per sfuggire al caos che seguì il crollo dell’Unione Sovietica, all’inizio degli anni ‘90 si è trasferita per due anni con sua madre in Germania, dove ha frequentato le classi settima e ottava. Tornata in Georgia con la sua famiglia ha studiato regia alla State School for Film and Theatre di Tbilisi, dove dal 1998 al 2003 ha diretto la compagnia bilingue georgiano-tedesco Fliedertheater. Dal 2003 al 2007 ha studiato all'Accademia teatrale di Amburgo. Ha diretto numerose rappresentazioni teatrali e nel 2010 ha esordito nella narrativa con il romanzo Juja.  Nel 2011 ha pubblicato Il mio dolce gemello e nel 2014 (2020 in Italia) L'ottava vita (per Brilka), che ha vinto numerosi premi. Nel nel 2018 (2024 in Italia) ha pubblicato La gatta e il generale, nel 2022 La luce che manca e alla fine del 2025 Cuori di leone. Scrive in tedesco, lingua nella quale afferma di sentirsi a casa.

Trama

Alla fine del secolo scorso in Georgia, come nelle altre repubbliche sovietiche, si levano voci che invocano l’indipendenza. In un periodo di grandi disordini, che per il piccolo stato culmina nel caos assoluto, quattro ragazze crescono in uno dei tanti cortili del quartiere più vivace di Tbilisi. Le loro famiglie appartengono a ceti diversi, ma niente sembra scalfire la loro amicizia: né il primo amore tenuto segreto, né gli scontri sanguinosi per le strade o la guerra al confine, né la corruzione e la violenza che divorano il paese, e neppure il razionamento del cibo o la continua mancanza di corrente. Qeto, Dina, Nene e Ira sono sulla soglia della vita, all’inizio di un legame che da loro pretenderà tantissimo. Sono e resteranno inseparabili, fino a quando un tradimento non le avvolgerà in un’ombra cupa. Vent’anni dopo, ormai adulte, in tre si ritrovano a Bruxelles in occasione della retrospettiva fotografica di una di loro. Immagine dopo immagine, in quel mondo in bianco e nero le tre sopravvissute ripercorrono un tempo che non c’è più, una storia privata che è anche la storia della rivoluzione seguita al crollo dell’Unione Sovietica.

Liberamente tratto dal web


martedì 27 gennaio 2026

Um di Helen Phillips

Helen Phillips è nata in Colorado nel 1981. All’età di 11 anni ha perso tutti i capelli per una forma di alopecia. Si è laureata nel 2004 all’Università di Yale e ha ottenuto un Master in Arte al Brooklyn College nel 2007. Vive a Brooklyn con suo marito, l’artista Adam Douglas Thompson e i loro figli.  Insegna scrittura creativa al Brooklyn College.

Ha debuttato come scrittrice nel 2011 con la raccolta di racconti And Yet They Were Happy e nel 2013 ha pubblicato un romanzo di avventure per bambini Here Where the Sunbeams Are Green. Nel 2015 ha pubblicato il suo primo romanzo per adulti The Beautiful Bureaucrat, seguito nel 2019 da The Need e dl romanzo Hum nel 2024


Trama

Un ago si accosta placido, inesorabile, al viso di May. La donna ha accettato di sottoporsi a una procedura sperimentale per alterare le sue fattezze; dopo aver perso il lavoro, quei soldi torneranno utili. A lei, al marito Jem, costretto a barcamenarsi tra mille impieghi, ai figli Lu e Sy. A eseguire l’operazione è un um, uno degli innumerevoli robot intelligenti che, in una società sconvolta dal cambiamento climatico e sempre più informatizzata, stanno soppiantando gli umani. È stato facile cedere a quell’opportunità di guadagno, così come è facile cedere all’incessante pubblicità e al desiderio nostalgico delle foreste della sua infanzia: May acquista per tutta la famiglia una vacanza di tre giorni al Giardino botanico, un costoso rifugio verde nel cuore della città, dove auspica per tutti un po’ di disconnessione per riconnettersi, invece, a una natura che appare sempre più estranea. E riavvicinarsi gli uni agli altri. La sua insistenza affinché tutti si separino dai loro dispositivi digitali avrà però conseguenze impreviste, e il Giardino non si rivelerà il balsamo che May sognava. Messa di fronte al pericolo, dovrà combattere per i suoi cari.

liberamente tratto dal web 

venerdì 26 dicembre 2025

L’ora di greco di Han Kan

 

Han Kang è nata a Gwangju in Corea del Sud il 27 novembre 1970. Suo padre Han Seung-won e i suoi due fratelli sono scrittori. All’età di nove anni si è trasferita con la famiglia a Seoul, quando il padre ha lasciato l’insegnamento per diventare scrittore a tempo pieno. In quello stesso periodo le manifestazioni contro la dittatura di Chun Doo-hwan del movimento pro democrazia Gwangju Uprising furono represse dai militari, che massacrarono studenti e civili. Han Kang seppe del massacro a dodici anni, quando trovò in casa le foto fatte da un giornalista tedesco. Questa scoperta ha profondamente influenzato la sua visione dell’umanità e le sue opere letterarie.

La vita in famiglia non era tranquilla a causa dei problemi economici del padre, ma la scrittrice ha detto che essere circondata da libri le dava conforto. Nel 1988 si è diplomata al liceo femminile Poongmoon e nel 1993 si è laureata alla Yonsei University in lingua e letteratura coreana. Lo stesso anno pubblica una serie di cinque poesie nella rivista coreana Letteratura e società. L'anno successivo esce il suo primo romanzo, Cervo nero. Nel 2007 Han ha pubblicato il libro A Song to Sing Calmly accompagnato da un album musicale con canzoni cantate da lei stessa e ha iniziato a insegnare scrittura creativa al Seoul Institute of the Arts, dove ha lavorato fino al 2018.

Nel 2016 esce, ispirato dalle poesie del coreano Yi Sang, La vegetariana, primo libro in lingua coreana a vincere l’International Booker Prize e nel 2017 vince il Premio Malaparte per il libro Atti umani. Il terzo romanzo è Il libro bianco del 2019, dedicato alla sorella morta poche ore dopo la nascita. Nel 2019 ha consegnato un suo manoscritto inedito intitolato Dear Son, My Beloved alla Biblioteca del futuro, che lo pubblicherà nel 2114. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo We Do Not Part e nel 2023 L’ora di greco.

Il 10 ottobre 2024 è stata insignita del Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: "per la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilità della vita umana", divenendo la prima rappresentante del suo Paese a vincere un Nobel in questa categoria.

Trama

In una Seoul rovente e febbrile, una donna vestita di nero cerca di recuperare la parola che ha perso in seguito a una serie di traumi. Le era già successo una prima volta, da adolescente, e allora era stato l’insolito suono di una parola francese a scardinare il silenzio. Ora, di fronte al riaffiorare di quel mutismo, si aggrappa alla radicale estraneità del greco di Platone nella speranza di riappropriarsi della sua voce. Nell’aula semideserta di un’accademia privata, il suo silenzio incontra lo sguardo velato dell’insegnante di greco, che sta perdendo la vista e che, emigrato in Germania da ragazzo e tornato a Seoul da qualche anno, sembra occupare uno spazio liminale fra le due lingue. Tra di loro nasce un’intimità intessuta di penombra e di perdita, grazie alla quale la donna riuscirà forse a ritornare in contatto con il mondo.

Liberamente tratto dal web

domenica 16 novembre 2025

Via delle Botteghe Oscure di Jean Patrick Modiano

Jean Patrick Modiano nasce a Boulogne-Billancourt, vicino a Parigi, il 30 luglio del 1945, figlio di Albert Modiano, francese di origini ebraico-italiane, e di Louisa Colpijn, un'attrice belga. Il padre, arrestato durante l’occupazione tedesca, per evitare la deportazione collaborò con il servizio segreto delle SS acquistando rifornimenti al mercato nero e accumulando così una discreta fortuna. Poco dopo la nascita Patrick fu affidato ai nonni materni, che lo fecero battezzare e frequentare una scuola cattolica. Modiano trascorre l’infanzia insieme al fratello Rudy in parte con la madre (impegnata soprattutto a viaggiare) e in parte con amici di famiglia dediti a attività criminali. La morte di Rudy per leucemia all'età di dieci anni segna la fine dell'infanzia, periodo a cui dedicherà alcuni scritti. Dal 1956 al 1962 studia in due collegi, il secondo più simile a una prigione.  Nel 1961 i genitori divorziano e il padre si risposa. Modiano, sostenuto da Raymond Queneau, amico della madre, riesce a ottenere il baccalaureato, ma abbandona poi gli studi l’anno seguente. Si mantiene rivendendo libri di edizioni pregiate rubate a privati ​​o biblioteche, aggiungendo talvolta, di suo pugno, la dedica di un grande autore per aumentarne il valore. Nel 1964 viene iscritto dalla matrigna e contro la sua volontà alle classi preparatorie del liceo. Dopo essere fuggito dalla madre, quando torna dal padre per chiedergli aiuto finanziario, questi lo denuncia alla polizia come un "teppista". Nell'autunno del 1965, si iscrive alla Sorbona alla Facoltà di Lettere. Non frequenta alcun corso ma frequenta i seguaci della psichedelia e del turismo hippie di Ibiza 

Nel 1967 scrive il suo primo romanzo La Place de l'Étoile. È poi documentarista per Carlo Ponti e paroliere per Françoise Hardy. Nel 1970 sposa Dominique Zehrfuss con cui ha avuto due figlie, Zina Modiano (1974), futura regista, e Marie Modiano (1978), cantante e scrittrice. Nel 1972 pubblica Les Boulevards de ceinture e nel 1973 scrive con il regista Louis Malle la sceneggiatura del film Lacombe Lucien, che sarà accolto con sfavore dalla critica. Negli anni successivi scrive sceneggiature per la televisione e romanzi. Nel 1978 il suo sesto romanzo Rue des Boutiques Obscures gli vale il Premio Goncourt. Nel 2014 l'Accademia svedese gli ha assegnato il Premio Nobel per la letteratura, «per l'arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inesplicabili e scoperto il mondo della vita nel tempo dell'occupazione».

Trama

Il romanzo racconta le vicende vissute da un gruppo di ragazzi durante il periodo dell'Occupazione tedesca di Parigi e della Francia, il tutto a partire dalla ricerca (avvenuta a guerra ormai conclusa) da parte del protagonista, vittima di amnesia, di notizie inerenti al suo passato e alla sua vita in quel periodo. L'opera si apre in medias res e la vicenda si sviluppa attraverso numerosi flashback, spesso legati a ricordi confusi del protagonista che ha assunto il nome di Guy Roland.  Nel corso del racconto scopre il suo legame con Freddie Howard de Luz e sua moglie Gay Orlow e soprattutto scopre di essere stato molto legato a una donna: Denise Coudreuse. Ritrovando lei (seppur mai di persona), il protagonista riesce anche a conoscere il suo vero nome, o meglio a trovare due sue possibili identità: Pedro McEvoy o Jimmy Pedro Stern. Poco per volta riesce a ricordare il suo passato e cosa era accaduto quando aveva perso la memoria mentre cercava con i suoi amici di fuggire dall’occupazione nazista per riparare in Svizzera.  

Alla fine del romanzo troviamo il protagonista in Polinesia, sulle tracce di Freddie; non trovandolo, ma sicuro che l'amico sia ancora vivo, decide che andrà a Roma, in Via delle Botteghe Oscure 2, dove il presunto sé stesso Pedro McEvoy avrebbe vissuto per alcuni anni, nel tentativo di rimettere a posto gli ultimi tasselli del puzzle che era diventata la sua vita.

Liberamente tratto dal web